Immagina di leggere queste parole lentamente, quasi come un pensiero che si posa e poi si approfondisce, lasciando spazio tra una frase e l’altra. In questo modo non è più solo spiegazione, ma un invito a vivere interiormente ciò che descrive.
Quando ci avviciniamo alla vita interiore, vediamo, sentiamo, che due correnti invisibili muovono la nostra coscienza.
Una è calda, luminosa, ma troppo leggera: ci solleva verso sogni e illusioni, ci avvolge in simpatie e desideri, ci sussurra che possiamo fuggire dalla fatica della terra. È la corrente luciferica.
L’altra è fredda, precisa, pesante: ci chiude nella materia, ci fa credere che solo ciò che si misura esiste, ci paralizza nella paura della morte. È la corrente arimanica.
Tra queste due polarità, l’Io umano è sospeso.
I sei esercizi non sono tecniche, ma gesti dell’anima che riportano equilibrio.
Quando decidi di pensare un solo pensiero, semplice e puro, e lo custodisci come una fiamma nel vento, tu impedisci a Lucifero di disperdere la mente e ad Arimane di irrigidirla. Il pensiero diventa vivo, limpido, e per un istante ti accorgi che dietro il pensiero c’è la vita dello Spirito.
Quando compi un piccolo atto scelto liberamente, senza necessità e senza capriccio, un gesto che fai solo perché l’Io lo vuole, allora la tua volontà smette di essere schiava dei desideri e delle abitudini o peggio degli automatismi e dei condizionamenti. Diventa uno spazio libero, una sorgente nuova, e in quel momento senti che sei davvero creatore di te stesso.
Quando il sentimento, che di solito ti travolge, si placa in un equilibrio sereno, la gioia non ti esalta, il dolore non ti abbatte, ma tutto viene accolto con calma e calore, allora il corpo astrale si purifica. Lucifero non può più incendiarlo, Arimane non può più gelarlo. Nel centro del cuore sorge una quiete che è forza.
Quando impari a guardare ogni cosa, anche la più dura, con la fiducia che in essa c’è un senso, un seme di bene, allora la paura si scioglie. Arimane perde la sua presa, perché vedi che neppure il male è solo male: è una lezione, un gradino. E Lucifero non può più farti fuggire in sogni dorati, perché il bene lo scorgi proprio nella realtà più concreta.
Quando apri la mente e ascolti ciò che è diverso da te senza giudicare, senza chiuderti nel tuo sentire o nelle tue certezze, allora le corazze si allentano. La soggettività luciferica non ti rinchiude più, la rigidità arimanica non ti pietrifica più. Diventi permeabile, pronto a cogliere la voce silenziosa che parla tra le cose.
E infine, quando armonizzi questi movimenti in un ritmo, quando il pensiero, la volontà, il sentimento, la fiducia e l’apertura diventano un respiro unico, allora nel mezzo di te stesso avverti una Presenza che media, che unisce, che guarisce. È il Cristo interiore, che non scaccia Lucifero e Arimane, ma li trasforma.
Allora comprendi che anche gli ostacoli sono Spirito.
Che persino la paura, l’illusione, il desiderio e la durezza sono veli necessari, perché senza resistenza non ci sarebbe libertà.
E nel silenzio ti sorge un senso di gratitudine: perché ogni passo, ogni caduta, ogni incontro con queste forze ti ha condotto più vicino a ciò che sei veramente


