COSA FA L’IO?

Paolo di Tarso incontra il Cristo nell’eterico, (non nell’astrale). Egli è il primo uomo ad avere una percezione reale del Cristo risorto nel Fantoma — cioè nel corpo risorto non materiale, che è il corpo fantomatico redento del Cristo. Questo avviene sulla via di Damasco.
Ci dice Rudolf Steiner che questo evento — avvenuto sulla via di Damasco — è una visione eterica del Cristo risorto. Paolo non incontra il Christo nel corpo fisico (com’era stato per i discepoli prima del Mistero del Golgota), ma in una percezione spirituale soprasensibile, resa possibile grazie a una trasformazione interiore che gli consente di accedere alla ‘vista eterica’. Questo rende Paolo il primo a fare un’esperienza diretta del Cristo dopo l’evento del Golgota, inaugurando una nuova modalità di relazione con l’Essere del Cristo.

Il Corpo Eterico è quel campo di forze che fa da portatore delle forze di vita. È il mondo, le forze della vita, del vivente; forze che trasmettono e mantengono la vita e consentono il mantenimento della forma.
È grazie alla vista eterica che è possibile percepire le forze vitali, entità spirituali legate al corpo di vita. È questo il livello in cui il Cristo, dopo la resurrezione, diventa visibile a chi ha sviluppato questa facoltà interiore.

L’Astrale: è il mondo delle emozioni, dei pensieri viventi, del desiderio, dell’interiorità. Le visioni astrali sono spesso colorate da elementi soggettivi e non sempre rivelano entità nella loro reale essenza.

L’apparizione del Cristo a Paolo non è un fenomeno immaginativo soggettivo (astrale), ma un evento oggettivo spirituale, vissuto nell’eterico, che segna l’inizio dell’epoca in cui il Cristo diventa accessibile non più nel corpo fisico ma nel corpo eterico della Terra e dell’uomo.

Dopo la morte sul Golgota, il corpo fisico di Gesù viene deposto nella tomba. Quando si parla di Resurrezione, ciò che risorge non è certo un corpo fisico materiale, bensì il Fantoma redento, ovvero il corpo spirituale originario dell’uomo, non soggetto alla corruzione, alla gravità, alla morte.
È questo corpo che appare alle donne al sepolcro, ai discepoli, e infine a Paolo.

Dunque Paolo non vide il Cristo fisico, ma il Cristo nel Fantoma. Questo è molto importante. Paolo, che addirittura era persecutore dei cristiani, viene investito dalla luce sulla via di Damasco. Ma di che luce si tratta? Della massima luce possibile, quella della vita, la luce eterica, non quella fisica. La luce eterica è la somma di tutti gli eteri e costituisce la perfezione delle archetipo spirituale del corpo fisico del Gesù Cristo. Egli dunque non vede un’immagine astrale o un’allucinazione, ma ha una visione reale e oggettiva del Cristo risorto nel suo corpo fantomatico a quel punto unito all’eterico della Terra.

Questa è la prima apparizione eterica del Cristo — cioè non più legata al corpo fisico, ma percepibile con una coscienza spirituale trasformata.

L’esperienza di Paolo è quindi una svolta epocale poche egli diventa il testimone che il Cristo risorto può essere visto anche da chi non l’ha conosciuto fisicamente, purché sviluppi una coscienza adeguata (in germe: la vista eterica). Del resto il cammino umano è un cammino di evoluzione della coscienza.

È in questo senso che Paolo è archetipo dell’uomo moderno, è l’esempio del percorso (la via) che deve fare l’Uomo. Paolo non ha visto nulla di materiale e non ha usato gli occhi fisici. Paolo sperimenta il Cristo nel suo essere spirituale reale, nel Fantoma risorto.

Attraverso l’evento del Golgota e la resurrezione del Fantoma, il Cristo semina nell’umanità la possibilità di riacquistare il proprio Fantoma perduto, ossia di redimere il corpo fisico spiritualmente.

Paolo diventa il messaggero di questo mistero, dicendo:

“Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede” (1 Corinzi 15)

La frase ci dice che la resurrezione non è (solo) un evento storico o simbolico, ma è l’inizio della possibilità per l’uomo della rigenerazione del corpo umano spirituale (Fantoma) e questo grazie al Cristo.

In Paolo si manifesta l’inizio di una nuova via che è Verità e Vita: il Cristo. La ricerca della via del Cristo porta l’uomo alla verità e dunque alla vera vita. Questo non passa per la conoscenza storica, ma per la trasformazione spirituale individuale.
Il Fantoma (o Phantom in tedesco, tradotto anche come corpo fantomatico o archetipo del corpo fisico) è l’archetipo spirituale del corpo fisico umano, il suo modello originario immacolato, non contaminato dal peccato originale e dalla morte.

Il Fantoma è il corpo fisico originario dell’uomo, non materiale, è incorruttibile, e formato nelle altezze spirituali prima della caduta dell’uomo e sopravvive alla morte fisica. Il Fantoma è l corpo fisico spirituale originario. Un organismo di forze formato in modo perfetto, ma invisibile. È il vero “corpo” che dovrebbe strutturare la materia senza esserne corrotto.

Cosa succede col peccato originale? Con la ‘caduta’ dell’uomo e l’ingresso nel mondo materiale, il Fantoma viene come “annegato” nella materia. L’uomo perde la capacità di vivere secondo questo modello immacolato, e nasce il corpo fisico soggetto alla malattia e alla morte. Il Fantoma non scompare, ma rimane come un’impronta latente, oscurata, come un seme spirituale non più accessibile direttamente all’uomo decaduto.

Gesù di Nazareth aveva un corpo conforme al Fantoma, non contaminato dal karma individuale, ed è per questo che poté ricevere in sé l’Essere del Cristo.
Con la resurrezione, il Cristo riporta in vita il Fantoma: il corpo risorto non è un corpo fisico materiale, ma il corpo fantomatico redento, spiritualizzato, capace di agire sulla Terra e nell’umanità.

Dopo la resurrezione il Fantoma redento diventa patrimonio dell’umanità intera: il Cristo ha reso di nuovo accessibile all’uomo questo archetipo puro.
Ogni uomo può collaborare, attraverso la trasformazione interiore, alla ricostruzione del proprio Fantoma e in questo modo vincere la morte in senso spirituale.

Il Fantoma non si ricostruisce da solo: è l’Io reale che, nel tempo, lo risveglia e lo ricrea come corpo spirituale redento. Possiamo dire che l’Io dell’uomo è chiamato a redimere e risuscitare il proprio Fantoma, cioè il corpo fisico originario, spirituale, immortale.

Abbiamo visto che il Fantoma: è l’archetipo spirituale del corpo fisico umano, formato dalle forze divine prima della caduta. Non è materiale ed è incorruttibile ma è come imprigionato nel corpo fisico decaduto.

L’Io reale: è il vero nucleo spirituale dell’uomo, l’entità divina individuale che evolve attraverso incarnazioni successive e che ha il compito di trasformare e redimere i suoi tre corpi inferiori (fisico, eterico, astrale). L’Io è l’agente della redenzione del Fantoma; è la forza spirituale centrale che può agire sugli altri corpi per purificarli, trasformarli e spiritualizzarli.
l’Io Reale:

• Agisce sul corpo astrale per generare il Sé spirituale (Manas – Se Spirituale )

• Agisce sul corpo eterico per generare lo Spirito vitale (Buddhi – Spirito Vitale)

• Agisce sul corpo fisico (cioè sulla sua forma e sulle sue forze interiori) per rigenerare il Fantoma, che diventa Uomo spirito (Atma)

Dunque il Fantoma non si ricostruisce da solo: è l’Io che, nel tempo, lo risveglia e lo ricrea come corpo spirituale redento.

Ma l’Io da solo, nella condizione in cui era arrivato prima dell’evento del Golgota non aveva la forza sufficiente per redimere il corpo fisico spirituale. Grazie al fatto che il Cristo ha attraversato la morte e ha risuscitato il Fantoma umano nella propria forma perfetta, ha donato nell’umanità intera la possibilità che ogni Io possa ricollegarsi al proprio Fantoma.

L’evoluzione futura dell’umanità porterà alla ricostruzione spirituale del corpo fisico. Questo corpo rinnovato non sarà più soggetto alla morte, sarà l’espressione visibile dell’Io spirituale redento: questo è il Fantoma restaurato, il tempio dell’Io.

QUINDI: COSA FA L’IO?

  • Prende in mano la propria evoluzione;
  • Agisce come forza trasformatrice interiore;
  • Collabora con il Cristo per redimere il corpo fisico attraverso il Fantoma;
  • Costruisce, nel tempo, il corpo spirituale immortale, destinato a sostituire il corpo fisico materiale.


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