Dal Mistero di Pasqua alle Notti di Mezza Estate – II parte

Dal Fuoco di Pentecoste al Corpus Domini

La trasparenza della natura e la rivelazione del Corpo del Cristo

Con la Pasqua le forze della Resurrezione vengono immesse nel divenire terrestre. Esse salgono attraverso la sfera eterica della Terra e, nel mistero della Pentecoste, ritornano all’umanità come fuoco spirituale e come doni dello Spirito Santo.

La Pentecoste non rappresenta soltanto il ricordo di un evento storico, ma l’azione cosmica attraverso la quale le forze di Resurrezione vengono restituite all’uomo in forma trasformata. Ciò che nella natura agisce come forza di generazione e di vita può diventare, nell’essere umano, forza di coscienza.

I sette doni dello Spirito Santo sono infatti la metamorfosi superiore di quelle stesse energie che, nella sfera naturale, si manifestano come impulsi di crescita, fecondità e riproduzione. Grazie ad essi, la coscienza umana può diventare capace di una nuova forma di conoscenza.

Pochi giorni dopo la Pentecoste, il corso dell’anno conduce alla festa del Corpus Domini.

Tradizionalmente questa festività è associata al mistero eucaristico. Ma, in una prospettiva più ampia, essa può essere compresa come la rivelazione del corpo fisico-spirituale del Cristo operante nella Terra.

Se le forze di Resurrezione della Pasqua sono state accolte e se i doni dello Spirito Santo hanno trovato dimora nell’anima, allora l’osservazione della natura non rimane confinata all’apparenza sensibile.

La percezione goethiana della natura si trasforma progressivamente in una percezione sacramentale.

L’uomo non osserva più soltanto minerali, piante, animali e fenomeni atmosferici, ma può iniziare a riconoscere, dietro la molteplicità delle forme, una realtà vivente più profonda.

La Terra stessa diviene il Corpus Domini.

I suoi regni appaiono come membra di un unico organismo, e la natura si rivela come espressione visibile del Cristo cosmico.

Per comprendere questo mistero è necessario volgere lo sguardo ai mesi primaverili.

Tra la Notte di Valpurga e le Calende di Maggio le forze della fertilità raggiungono il loro massimo vigore. La vita trabocca ovunque. Tutto tende alla manifestazione esteriore.

Non a caso, nella sapienza esoterica, il nome stesso di Maggio richiama il principio della Maya, dell’apparenza e del velo.

La natura primaverile è infatti il grande velo che ricopre il mondo spirituale.

È il velo di Maria, la Madre cosmica che si manifesta esteriormente come Madre Natura.

Questo velo non è un inganno da distruggere.

Esso è una protezione e una necessità. Ma può essere vissuto in due modi differenti.

Se l’uomo rimane legato esclusivamente ai sensi e alle forze della fertilità, la Maya si trasforma in illusione. L’attenzione resta rivolta alle sole forme esteriori e alla loro seduzione.

Se invece l’uomo ha compiuto un lavoro interiore e ha accolto coscientemente le forze della Pasqua e della Pentecoste, allora accade qualcosa di diverso.

Il velo non viene lacerato, ma diviene trasparente.

La natura continua ad apparire nelle sue forme sensibili, ma attraverso di esse comincia a splendere una realtà più profonda.

Ciò che prima nascondeva, ora rivela.

La Terra non è più soltanto Terra.

La natura non è più soltanto natura.

L’intero mondo sensibile può essere sperimentato come il Corpo del Cristo.

Il Corpus Domini diviene allora una festa della conoscenza.

L’uomo impara a contemplare il mondo non come una semplice somma di oggetti, ma come una manifestazione vivente del Logos.

La visione goethiana della natura trova qui il suo significato più profondo.

Osservare la natura diviene un atto di comunione.

Conoscere significa partecipare.

E il mondo sensibile, senza perdere nulla della sua bellezza, si trasforma in un sacramento.

La primavera aveva steso il velo.

La Pentecoste aveva acceso il fuoco.

Il Corpus Domini rende quel velo trasparente.

E attraverso di esso l’uomo può iniziare a intravedere il Corpo del Cristo vivente operante nella Terra.

Il cammino non è tuttavia concluso.

Le stesse forze continueranno a crescere e a intensificarsi fino al culmine dell’anno, nelle notti di San Giovanni, quando l’umanità verrà nuovamente posta davanti alla scelta tra la dispersione nelle sole forze dei sensi e la trasformazione delle forze vitali in luce della coscienza.

IoArgentoVivo

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