Polarità epilettica-isterica

COSTITUZIONE EPILETTICA

sensi ci collegano alla periferia del mondo ed alla nostra cioè ci danno la possibilità di far entrare dentro di noi ciò che dal mondo arriva.
Gli organi, sono i mediatori dentro di noi di quel mondo esterno percepito dai sensi.   

È come se gli organi stabilissero un confine, elaborassero il fuori, facessero da filtro, cancello, porta per accogliere gli elementi e le percezioni dei sensi

Il Calore
Il calore del nostro corpo non è il calore che c’è all’esterno, è un calore che esiste come elemento esterno, ma poi viene individualizzato dall’Io. Quando questo avviene e noi possiamo mantenere la nostra temperatura corporea sempre intorno ai fisiologici 36-37 gradi anche se fuori ne fa 8 o 42…
Se c’è febbre: il calore, frutto di un processo di difesa interna, diventa eccessivo e l’Io, anche se il processo della febbre è un elemento di cura del corpo fisico (o di compenetrazione del corpo da parte dell’Io), sicuramente si attiva e lotta per riportare la temperatura ad un calore individualizzato e fisiologico. 

Ma il Calore come forza dell’Io non è solo quello termico. Esso è entusiasmo. Se per via di una impegnativa camminata in montagna siamo stanchissimi ma all’arrivo sulla vetta siamo così fieri di avercela fatta e di poter godere anche di un panorama mozzafiato, non sentiamo quasi più il peso di una fatica e di un corpo che fino a 100 metri prima era insopportabile; questa è la forza del calore che vive nell’Io. 

L’elemento Liquido.
i liquidi del nostro corpo non sono tali-quali l’elemento liquido esterno; essi vengono individualizzati. Possiamo capire di cosa stiamo parlando se pensiamo al mal di mare. In quella circostanza l’elemento liquido prevale sul lavoro dell’Io. 

L’elemento Terra
Se la terra non si individualizza abbiamo esperienze di senso di vuoto o vertigini, è come se la terra ci mancasse da sotto i piedi. 

Tuttavia le cose non sono così semplici perché il perdere il controllo di alcuni elementi, potrebbe essere anche funzionale ad un processo di guarigione del corpo fisico messo in atto dallo stesso Io o di fortificazione dell’Io stesso. 

La febbre, per esempio, anche se è un tracimare del calore, è necessaria per eliminare le sostanze nocive che sono nel corpo attraverso un processo di combustione. Dunque, è lo stesso Io che ne permette l’apparire grazie ad un “lascia passare” all’elemento del calore.
Noi possiamo certamente aiutare l’Io ad evitare che questo calore esca dal suo controllo e diventi pericoloso per la salute del paziente ma mai impedire il processo di pulizia se vogliamo evitare complicazioni.

Gli Organi
Chi permette agli elementi di “entrare” nel nostro corpo ed essere individualizzati, sono i nostri organi.   

Quando siamo in salute essi accolgono, mediano, elaborano, individualizzano gli elementi e noi non percepiamo l’agire degli stessi dentro di noi. Quando, invece, ce un necessario processo di guarigione per cui è richiesto un aumento di elemento o un organo non riesce più a individualizzare un elemento, l’elemento non è più integrato e silente ma viene percepito. 

Quando l’Io si collega al proprio corpo fisico attraversando i 4 organi: Polmoni, Fegato, Reni, Cuore che a loro volta sono collegati ai 4 elementi, può accadere che nel collegarsi al proprio corpo, incontri in questi organi una certa densità

  • Polmoni – l’organo della Terra dentro di noi  
  • Fegato – l’organo dell’Acqua dentro di noi  
  • Reni – l’organo dell’Aria dentro di noi 
  • Cuore l’organo del Calore dentro di noi 

Quello che dovrebbe invece accadere in un mondo perfetto, è che al risveglio, in un tempo rapido e senza accorgerci di nulla, l’Io compenetri tutta la corporeità e siamo di nuovo coscienti senza nessuna manifestazione di polarità. 

Per la costituzione troppo densa, Steiner da più o meno questa immagine: 

cercando di attraversare gli organi per arrivare agli arti, l’Io incontra una densità, una resistenza in un organo e rimane bloccato; potremmo dire si ingorga in uno di questi organi.

Questa densità di organo è possibile perché gli elementi, che sono la caratteristica dell’organo, prevalgono sull’Io ed allora l’Io, per sciogliere l’ingorgo e passare per andare a compenetrare gli arti, può arrivare a produrre attacchi convulsivi il cui scopo è sgrullare il corpo nel tentativo di liberarsi e penetrare quella densità. 

All’inizio della conferenza, Steiner fornisce degli esempi e delle indicazioni di possibilità di interventi pratici in caso di “ingorgo di organo”: 

  • Vertigini: difficoltà dell’Io a collegarsi con l’elemento Terra.  Esercizi di Equilibrio: lavorare con dei pesi, con dei manubri; sentire la differenza tra una gamba e l‘altra, tra pesi diversi posti sulle diverse gambe, ecc.
  • Nausee: difficoltà dell’Io a individualizzare l’elemento Acqua.  Attività che hanno a che fare con i Liquidi: nuotoun’attenzione speciale all’alimentazione.  Siamo su un piano Eterico: i processi del nostro metabolismo.
  • Assenze: difficoltà dell’Io a individualizzare l’elemento Aria. Esercizi di Respiro che in nessun modo vuol dire che controllare il respiro, ma significa fare delle attività che facilitano l’incontro tra corpo eterico e corpo astrale.
  • Freddo: difficoltà dell’Io a individualizzare l’elemento, il piano del Calore. Ingorga nel Cuore. Steiner dice che questi bambini, più di altri, dovrebbero essere molto coperti, addirittura arrivare a sudare un po’.

Attenzione ad un possibile errore:

Costituzione Epilettica non significa è necessariamente persona grassa, come 
Costituzione Isterica non è necessariamente persona magrolina. 

Si tratta di governo degli elementi che determina un corpo denso che si fa fatica ad abitare o verso un corpo che non offre sostegno e che quasi sfugge di mano… 

COSTITUZIONE ISTERICA

Polare rispetto alla costituzione Epilettica è quella ISTERICA che vediamo quando l’Io cerca di compenetrare il corpo ma è come se non trovasse nessun appiglio e quindi scivola subito verso la periferia.

L’Io nell’incontrare il proprio Corpo Eterico, trova una trasparenza.  Il Corpo Eterico non offre alcun sostegno e dunque l’Io attraversa gli organi ed è subito nella periferia.

Pensiamo a bambini (o adulti) molto collegati al mondo esterno, a cui le cose arrivano come se avessero una pelle trasparente per cui tutto quello che avviene intorno li colpisce, li agita, li inquieta.

Spesso, questi bambini hanno enuresi notturna o le mani sudate e sudano molto.  Questo perché come abbiamo detto, al risveglio, l’Io e l’Astrale si collegano rispettivamente al corpo Fisico ed al corpo Eterico ma se l’Io e l’Astrale scivolano un po’ in periferia perché l’Eterico non offre sostegno, i liquidi vengono portati, trascinati, verso l’esterno nella “corsa dell’Io” a compenetrare gli arti.

L’Io, la nostra individualità e l’astrale, si collegano al corpo creando i ponti di cui abbiamo parlato in precedenza:

  • l’individualità-Io, cerca il ponte per collegarsi attraverso il corpo fisico e si collega al mondo ed alle sue forze; 
  • l’astrale cerca il ponte per collegarsi attraverso il nostro centro vitale-eterico, e dunque nella nostra biologia, nel nostro benessere. In questo incontro possono esserci intoppi di diverse sfumature e modalità.

Le polarità non sono malattie, in nessun caso, nemmeno quando manifestano sintomi estremi.  

Ciascuno di noi può guardare a dove si svolge questo incontro. Nel compenetrare le resistenze del corpo fisico, il mio Io incontra densità? Nel passare da uno spazio di coscienza a quello di azione incontro densità?

Ci sono bambini (o adulti) che fanno tantissima fatica la mattina a essere presenti a sé stessi: arrivano a scuola alle 8 e iniziano a entrare in uno spazio di coscienza verso le 9 o le 10…. Ci sono bambini (o adulti) che, per mettersi in movimento, è come se dovessero attraversare una palude. 

E ci sono bambini (o adulti), che si svegliano e sono immediatamente nella periferia, pronti e completamente aperti a tutti gli stimoli. 

Chi vive maggiormente collegati in una dimensione di densità, fa fatica nei passaggi tra sonno e veglia – punto -> verso il cerchio.

Chi vive maggiormente collegato alla periferia, completamente aperto, sveglio, fa fatica ad addormentarsi, lasciare andare, entrare in uno spazio di quiete – periferia -> verso il centro. .

Steiner, all’inizio della conferenza affronta il tema dei “sintomi” che sono “il linguaggio evidente di un disagio più sottile”.
Parla di bambini che spesso presentano irrequietezza, estrema apertura verso il mondo esterno, molto vigili e attenti a tutto quello che accade, ed anche di facile distrazione. 

Tutti questi stimoli (che è come se non potessero collegarsi a una processualità e a uno spazio di digestione) sono però troppi: il bambino non ha un centro vitale a cui ancorarli e gli stimoli lo sovrastano. Questo provoca interiormente una grande irrequietezza.

Mentre nella costituzione Epilettica, si fa fatica a collegarsi al mondo, nella costituzione Isterica, il mondo arriva troppo forte, troppo vicino. 

Spesso i bambini che hanno una costituzione che si può definire Isterica, hanno la necessità di un mantello – pensiamo al fatto che hanno una pelle così trasparente… 

Non si parla solo di una copertura fisica. Ma anche di bambini che chiedono più o meno esplicitamente di essere stretti, amano essere avvolti in una coperta, mettere le mani in pasta, ecc perché si sentono troppo espansi. Bambini che hanno bisogno di “sentirsi di più” e per i quali è ovvio che risulti spesso molto difficile iniziare, passare da un’attività a un’altra, poiché si tratta di lasciare ciò che avevano conquistato e riafferrare ciò che di nuovo viene proposto. Un “sintomo” di questa dispersione verso l’esterno e di poca protezione offerta dal loro corpo è anche la difficoltà ad attraversare le soglie, la paura del “lasciare” e del non saper più tornare. In realtà è una paura di morire perché la quantità delle forze eteriche del corpo è ridotta, lo spazio che esse occupano è esiguo. E lo spazio delle forze eteriche è lo spazio della vita. Ed è uno spazio di benessere, di salute che se povero, fragile, esiguo, genera il timore di perdere ciò che esiste grazie ad esso: la vita.
E se invece è ricco ci permette con fiducia di abbandonarci, di lasciare e ricominciare, di finire e ricominciare…
Per chi ha difficoltà a collegarsi a questo spazio la paura è lasciare per iniziare. Potremmo dire che la vera paura è paura di morire. Steiner parla di bambini che si collegano così tanto alla periferia cha accanto a loro si può percepire un odore così forte che Steiner avvicina a quello della paura e quello della morte. Immaginiamo la sensazione di andare così tanto verso la periferia da perdere quasi, la percezione del Centro e sentirsi morire. Se infatti l’Io e l’astrale vanno verso la periferia, ciò che va verso essa non sono solo i liquidi ma anche la coscienza. 

Questo può accadere anche con i traumi: quando si vive un trauma gli arti costitutivi superiori si allontanano e tendono a sollevare anche i piani eterici.

Steiner suggerisce per coloro che tendono ad essere “risucchiati” dalla periferia dei “piccoli shock”, azioni lievissime: come una voce che delicatamente li richiama o una mano che li tocca, o piccoli rumori: tutti momenti in cui si svegliano un po’ ed hanno l’occasione di ritornare in loro. A volte è sufficiente che un adulto sia loro seduto vicino.

È importante per un bambino che non trova sufficiente struttura nel corpo, avere dei punti di riferimento all’esterno, avere un ambiente chiaro: poche cose che hanno una loro collocazione; sapere cosa succede nella giornata. Avere una struttura esterna che può essere l’ancoraggio che ancora non trovano nel corpo. 

Tutti noi percepiamo queste due polarità durante il giorno: per es la mattina tendiamo ad avere più forze di coscienza o ci sentiamo con più forze fisiche mentre la sera diminuiscono. 

Il massimo della costituzione densa o il massimo della costituzione periferica si manifestano con delle convulsioni (non sono solo epilettiche). 

Il farmaco antiepilettico addensa il corpo. L’Io, che cerca di attraversare il corpo, si ingorga negli organi che manifestano la densità, ma il corpo, con il farmaco, assume una tale densità che l’Io non sa più dove scappare e tutto si blocca così che non c’è più il sintomo, le crisi. E questo perché a volte le crisi possono essere molto pericolose da far scegliere il male minore. Tuttavia dobbiamo sapere che il farmaco agisce addensando. Quindi i farmaci antiepilettici sono necessari non possiamo fermarci li perché non vediamo più le crisi, è importante fare delle attività per far si che le crisi scompaiano grazie alla possibilità di individualizzare l’elemento che il bambino non riesce a individualizzare.

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