Organismo Sensorio

L’uomo oggi ammette l’esistenza di cinque sensi. Sappiamo però che questo non è giusto e che dobbiamo in verità distinguere dodici sensi umani. I sette sensi che di solito non si considerano sono altrettanto validi per l’epoca terrestre quanto i cinque che vengono normalmente enumerati: vista, udito, gusto, odorato, tatto.
Rudolf Steiner tratto da: “L’enigma dell’uomo”

Faremo in questa pagina una panoramica introduttiva per poi approfondire in dettaglio nelle pagine successive di questo sito, quello che è corretto chiamare Organismo Sensorio.
Non c’è una opera specifica scritta da Steiner sull’organismo sensorio. Steiner ha disseminato un po’ ovunque le sue intuizioni in merito. Una sua sistematizzazione è stata fatta in seguito dagli Antroposofi di prima, seconda e terza generazione dopo Steiner.

Compito dei sensi è quello di percepire la realtà esterna ed interna a noi e darcene “comunicazione”.


Secondo Rudolf Steiner l’Organismo Sensorio è costituito da 3 gruppi di 4 sensi e cioè 12 sensi.

Steiner ritiene che, così come ogni esemplare di una specie è l’incarnazione della specie stessa, cioè a dire che ogni gatto o cane o animale in generale è un esemplare della sua specie allo stesso modo ogni essere umano è l’incarnazione di una specie. Ma di quale specie? lo vedremo a breve.
Riguardo l’animale possiamo osservare che ogni esemplare di una specie animale si comporta nello stesso modo degli altri. Una volpe non si difenderà mai digrignando i denti o iniettando veleno. Ogni esemplare animale ha uno spazio di movimento ben delimitato dalla specie alla quale appartiene. Steiner dice “il destino di ogni singolo animale è il suo corpo” 
Da ogni animale possiamo aspettarci con sicurezza che si comporti in un certo modo. L’animale non ha la libertà di modificare il suo destino perché il suo destino è il suo corpo.
L’essere umano a differenza dell’animale non è un esemplare. L’uomo non è vincolato al suo corpo. L’uomo infatti si da leggi, ha costumi, forme di convivenza sociale che non sono predeterminati dall’istinto.

Ogni singolo essere umano possiamo dire che è “faber fortunae suae” come dicevano i rinascimentali. L’uomo può determinare da sé la propria natura. Può scegliere di andare verso vette di massima bellezza o di massima bruttezza. Dunque, se anche l’individuo umano è l’incarnazione di una specie e se il suo corpo non determina la sua individualità ed il suo destino di che specie sarà incarnazione l’uomo?  Di Sé Stesso.

Così, l’essere umano per tutta la sua esistenza è impegnato in una continua incarnazione della propria individualità nel corpo, nella forma della materia. Questo accade in ogni istante, fino all’ultimo respiro. Il nostro compito di fare del corpo la nostra dimora rendendolo sempre più individuale, un lavoro che non si può mai dire finito.
Questo è ciò che Steiner chiama incarnazione

Steiner disse che pur non avendo dimostrato la reincarnazione questo discorso ne rende molto la plausibilità. L’immagine di una forma che plasma la materia è una immagine antica, nata ben prima di Steiner (Aristotele, Platone…)

Karl König antroposofo di prima generazione, diceva che le vie di incarnazione dell’Io sono 2:
la via attraverso gli organi
la via attraverso i sensi.

La via di incarnazione attraverso gli organi

Secondo Steiner l’individualità “edifica” il suo corpo, come dire che l’individualità edifica la casa che andrà ad abitare. 
Ciò significa che il corpo fisico di ogni individualità non è generato solo dalla linea ereditaria genetica, ma è edificato anche e soprattutto dalla individualità stessa.
König dice che quando per qualsiasi ragione il processo di incarnazione viene disturbato – e ricordiamo che questo processo non finisce mai – sarà la fisicità a presentare delle disarmonie.
Dice ancora König che il disturbo nel processo di incarnazione genera un danno fisico che si ripercuote nella vita psichica, crea come dice lui una “deficienza mentale

La via di incarnazione attraverso i sensi

Attraverso i sensi ci incarniamo nel Mondo. Cioè grazie ad essi ci immergiamo nel mondo.
Con essi è come se il corpo si estendesse fino a dove i sensi riescono a percepire. Una sorta di allargamento di noi portati fino a dove arriva la nostra percezione. 
Siamo cioè negli organi ma siamo anche alla fine dei confini della nostra percezione. 

Steiner dice a questo proposito che abbiamo un corpo minore, che è quello delimitato dalla pelle (organi) ed un corpo maggiore che è il cosmo intero.
Noi ci incarniamo nel Cosmo intero attraverso i sensi.
Gli esseri umani non percepiscono sempre allo stesso modo nel trascorrere del tempo e dunque con l’avanzare dell’età.

Nel primo settennio di vita, il bambino fa esperienza del mondo attraverso la percezione del proprio corpo. L’esperienza dei sensi basali è quella mediante la quale l’essere umano percepisce la propria corporeità.
Questi quattro sensi mediante i quali percepiamo la nostra corporeità (anche se non solo…) sono: 
senso del tatto,
senso della vita,
senso del movimento,
senso dell’equilibrio.

Nel secondo settennio il bambino ha percezione di sé attraverso la percezione del mondo: odori, sapori, suoni…
La natura per il bambino diventa un bacino infinito di scoperte ove la sua anima diventa cassa di risonanza delle percezioni del mondo. In questo periodo si aprono i sensi così detti mediani:
gusto,
olfatto,
vista,
senso del calore.

Nel terzo settennio il ragazzo percepisce il mondo attraverso la propria attività, attraverso la sua iniziativa ed in particolar modo attraverso la relazione con gli altri esseri umani.
Relazione che diventa sempre più libera.
È in questo periodo che si sviluppano i sensi socialisensi superiori
udito,
parola-linguaggio,
senso del pensiero dell’altro,
senso dell’io dell’altro.