La Respirazione

I singoli 7 processi vitali – LA RESPIRAZIONE

Steiner disse: “insegnate ai bambini a respirare ed a dormire”. 

Respirare e dormire sono due punti fondamentali della pedagogia Waldorf.  
“Insegnare ai bambini a respirare ed a dormire” è direttamente collegato con i 7 Processi Vitali. 

Cos’è la respirazione

Immaginiamo la respirazione come un tocco, come vita, come un equilibrio. Immaginiamo per la respirazione un movimento, quello del corpo: del diaframma, dei polmoni e dei bronchi, delle narici
La respirazione è tanto per cominciare movimento, ritmo.  

Certamente poi è un aspetto della fisiologia del vivente e non c’è dubbio che respiriamo ossigeno ed azoto ma sappiamo che essa, almeno per l’essere umano è direttamente collegata al suo RAPPORTARSI CON IL MONDO
Possiamo dire che respirando, respiriamo il mondo intero.

Quando inspiriamo l’aria di una stanza non entra in noi solo la sua aria, ma gli odori, le voci, la vibrazione sottile di una persona seduta accanto a noi o tutte quelle che la occupano, respiriamo la sua atmosfera… 
Già la stessa parola inspirare ci mostra il significato di ” portare dentro”.  

Quando il processo di respirazione (inspirazione ed espirazione) è fisiologicamente coerente si è ben collocati all’interno del proprio corpo fisico e possiamo dire che quando si è ben collocati all’interno del proprio corpo fisico e del proprio ritmo respiratorio, si è ben collocati e si governa bene la propria psiche ed i suoi moti legati alla sue facoltà: pensare, sentire, volere-agire.
In quel bambino nel quale nei primi sette anni di vita si è instaurato un buon equilibrio tra inspiro ed espiro, può liberarsi la possibilità di “prestare attenzione” e quella della “concentrazione ed osservazione”. 

Osservazione, concentrazione ed attenzione sono dunque legati alla respirazione ed al suo corretto instaurarsi. 
Bambini, poi adulti, che hanno avuto difficoltà nello sviluppare un ritmo sano e coerente tra inspirazione ed espirazione avranno difficoltà a percepire ed osservare bene il mondo attorno a loro.
Ed avranno difficoltà, o deficit di attenzione.  

La ricerca, conferma che i bambini che hanno una respirazione superficiale o aritmica, hanno difficoltà di osservazione e di attenzione.  
Semplice immaginare i territori dove ci stiamo dirigendo con questa affermazione. Lo vedremo in appositi articoli di questo sito, dove parliamo dei disturbi dell’apprendimento.
Affronteremo il tema covid e mascherine legato alla respirazione ed ai Processi Vitali.

Come adulti attorno al bambino, dobbiamo dunque creare un ambiente sano, salutare ed equilibrato che possa permettere una respirazione adeguata che si ancori saldamente al corpo fisico

Il deficit di attenzione è in relazione con quanto e come il processo di respirazione è ancorato al corpo fisico. 

Possiamo esercitarci nell’osservazione del nostro modo di respirare e di quello di chi abbiamo intorno ed ovviamente dei bambini.  
Parliamo di bambini, ma le stesse domande possiamo farle su noi stessi e sui genitori dei bambini o la nostra cerchia di conoscenze. 
Nell’ambiente quotidiano possiamo osservare che molte persone hanno difficoltà a prestare attenzione, che sia una riunione, una conversazione o altro, vediamo persone distratte che durante una conversazione o una attività che richiede attenzione, concentrazione od osservazione, non ce la fanno.
Ci accorgiamo della loro difficoltà di attenzione dal linguaggio somatico;
ad esempio iniziano a giocherellare con le mani, col telefono, si grattano, chiacchierano col vicino, sono seduti con le gambe che ballano, diventano respingenti… 

Compito della scuola Waldorf e della famiglia è “insegnate ai bambini a respirare“.
Cosa per molti educatori difficilissima, ma tutto il processo della vita e di una vita sana per il futuro di tutta l’umanità si basa su questo.  Il RESPIRO.  

Solo questo in futuro potrà permettere la liberazione di una sana capacità di attenzione, concentrazione ed osservazione.
Possiamo dire senza indugio che la respirazione e l’ARCHETIPO dell’APPRENDIMENTO.  

Proviamo ora dunque a collegare i sensi con la respirazione. 

Senso del tatto

Attraverso la percezione tattile che qualcosa “entra dentro di noi” possiamo sviluppare o meno una “sana respirazione”.  Ciò che possiamo fornire come sane percezioni dei sensi è formativo e curativo per la respirazione.
Il senso del tatto può avere un senso di respirazione quando per esempio tocchiamo una cosa che ci da una piacevole sensazione e sembra quasi che il toccarla ci faccia respirare, anzi a volte mentre tocchiamo una cosa piacevole facciamo anche dei respiri profondi pieni di gioia…ma la respirazione può avere un senso di tatto quando percepiamo l’aria entrare ed uscire o quando tocchiamo con essa un profumo, una sensazione di caldo o di freddo…

Se offriamo un ambiente nel quale il senso del tatto viene ben curato si crea un sano senso del limite del proprio corpo e dunque ci si sente bene nella “propria casa” che rappresentata dal corpo.  Questa cura inizia sin dalla nascita. Non è indifferente venire alla luce con il passaggio nel canale del parto e toccare le pareti uterine oppure con un parto cesareo.   
Il passaggio dall’acqua placentare dove il bambino era immerso e fluttuante, attraverso l’utero materno che tocca completamente tutta la sua pelle fornisce una immediata sensazione di “presenza” che gli comunica di “esserci”. È il primo contatto con la propria casa. 

Nel parto cesareo invece il bambino viene tirato fuori improvvisamente dall’acqua ed il suo modo “arrivare” nel mondo non è mediato dal senso del tatto per cui a quel bambino è mancato il primo e più fondamentale incontro con il proprio corpo, con la propria casa dove abiterà tutta la sua vita. Questo non va affatto sottovalutato, anzi… 

Un bambino che passa attraverso il canale del parto sente scorrere su di sé l’esistenza in vita e questo fa scattare la voglia di respirare. Il primo respiro dopo il parto. La Terra che accoglie il nuovo essere umano. 

Un bimbo che nasca senza aver fatto questo passaggio non avrà avuto la stessa “sensazione” e questo non è affatto un dato trascurabile e dovremo fare qualcosa per procurargli in qualche modo questa esperienza. 

Senso della vita

Se guardiamo poi al senso della vita possiamo fare lo stesso discorso. Il nutrimento tramite un cibo vivente genera in noi un senso di benessere ed il senso di benessere porta verso una sana respirazione. Se stiamo sdraiati sotto un tiepido sole primaverile in un prato pieno di profumati fiori, sicuramente sarà istintivo “respirare” per far entrare in noi profumi e bellezza ed aumentare il nostro senso di benessere misurato dal senso della vita…

Questi esempi ci fanno capire come sane percezioni dei sensi da portare ai bambini siano fondamentali per il loro processo di respirazione e dunque per la loro salute prima e per i processi di apprendimento, poi. Se sappiamo tutto ciò lavoriamo per costruire portare esperienze dei sensi sane, lavoriamo per costruire una sana respirazione.  

Osservare

Un modo sano di osservare è al giorno d’oggi molto limitato perché si usa preferibilmente il giudizio; ma osservare non è giudicare.
Giudicare è mettere, applicare delle nostre categorie sulle cose che ci vengono incontro.  

Invece dovremmo provare ad osservare senza mettere nulla di nostro. Un buon esercizio è osservare le cose e vedere il grado di mescolamento tra le nostre categorie e l’essenza della cosa percepita dai sensi liberi da qualunque personale categoria pre-concetta. 

Potrebbe essere un obiettivo creare un luogo, una scuola, la nostra casa, in cui i sensi siano nutriti in modo sano. 

Sarebbe una terapia culturale che irraggerebbe in modo terapeutico anche fuori dalla casa o dalla scuola.  

La respirazione e la maturità scolare

Abbiamo parlato della maturità scolare ed abbiamo detto che la maturità scolare non può arrivare senza avere un processo di respirazione ben equilibrato e stabile all’interno dell’organismo del bambino. Come favorire questo? È un’arte.  

Possiamo comprendere questo discorso osservando il cambiamento del ritmo della respirazione che avviene in chiunque non abbia una respirazione saldamente ancorata al corpo fisico in caso di eventi improvvisi ed inaspettati. Il ritmo respiratorio si modifica e da questo anche la circolazione sanguigna si modifica e da essa si avranno effetti sugli organi e sulle ghiandole. Si altera completamente la fisiologia, la produzione ormonale, le risposte tutte.  Se invece il processo della respirazione è ancorato in maniera salutare e salda all’organismo ci sarà certo un cambiamento del ritmo respiratorio in caso di eventi improvvisi, ma sarà blando e non andrà a creare alcuno squilibrio importante. 

I Momenti di passaggio.
sempre nell’ottica del favorire una sana respirazione, è necessario prestare attenzione ai momenti di passaggio tra fine di una attività e l’inizio di un’altra. Perché? Perché se l’attività è ben condotta, i bambini sono entrati in un ritmo che possiamo assimilare a quello della respirazione. Interrompere bruscamente una attività, magari con il suono della campanella di passaggio dell’ora o perché ci si accorge all’improvviso che il tempo sta finendo, interrompe il “flusso respiratorio” che si era insediato nel bambino. Questo può determinare uno shock e questo shock influenza la respirazione che a sua volta impatterà sulla forza di osservazione ed attenzione magari dell’ora successiva. Tutto dovrebbe essere fatto con grande armonia e bellezza…
Anche se i bambini conoscono “l’orario” e sanno del passaggio tra le materie, esso causa comunque una difficoltà, a chi più ed a chi meno e con conseguenze diverse, ma c’è per tutti.  

Quindi come insegnanti o come genitori che vogliono avere cura di bambini dobbiamo avere coscienza di questo e prenderci molta cura del come avvengono i momenti di transizione. 

Probabilmente dall’asilo e fino alla terza classe i momenti di transizione sono più importanti della attività stessa. Iniziamo dunque a dire ai bambini cosa accadrà durante la giornata, avvisiamoli che sta per finire una attività, portiamoli con dolcezza alla successiva. Consentiamo un ritmo respiratorio tra una attività e l’altra, fluido, armonioso, rituale. Questo lavorerà sul loro di ritmo respiratorio.

L’educazione è un processo non un contenuto.  

I bambini nel primo settennio imitano. Imitano toni, risonanza, sottigliezze del loro ambiente. Risonanze dell’anima delle persone. Pensate quanto è importante che intorno a loro ci siano persone, ambiente, situazioni armoniose, equilibrate, sane, belle. 

Se nel primo settennio i bambini non arrivano ad abitare completamente il loro corpo può accadere che il processo dell’imitazione prosegua anche oltre, imitano ancora l’atmosfera di quell’ambiente anche dopo l’età dell’asilo.  

Grande è allora la responsabilità di genitori e maestre di asilo alla luce di questo e se siamo coscienti del fatto che ancorare la respirazione nel corpo fisico è fondamentale per una sana forza di osservazione ed attenzione, ci rendiamo conto di quanto questa responsabilità sia ancora più importante. 

Se il processo della respirazione non sarà ben ancorato nel corpo fisico le conseguenze le vedremo poi nelle qualità dell’anima.  

Tutto ciò è il significato di quando Steiner dice che l’educazione del primo settennio è educazione del corpo fisico. Steiner e intende portare alla nostra coscienza desta che quanto avviene nel corpo fisico nei primi 7 anni di vita, sarà la base della edificazione e liberazione delle capacità e delle qualità dell’anima dell’uomo adulto. 

Ed allora, scendendo nel dettaglio: come pianificare la giornata?

Come possiamo far si che ci sia un equilibrio tra inspirazione ed espirazione nella giornata, nella settimana, nell’anno?

Dobbiamo considerare tutti i nostri momenti e vedere se i nostri ritmi sono fisiologici ed in armonia con un movimento respiratorio sano. Se quelle stesse attività, quei momenti, alla luce di una chiara osservazione, possono dirsi, visti da fuori come un “sano respiro”. Questa è la domanda base. 

Per esempio, se abbiamo da fare il bucato possiamo farlo di notte, o mentre il bambino dorme o sta dalla nonna, lo stesso vale per il cucinare, rassettare, andare a comperare il pane. 

Ma i bambini hanno invece un grande bisogno di partecipare a queste attività.  Facciamo un calendario delle attività della casa, pulizia, bucato, spesa, cucina etc…

Questo è e porta una respirazione sana. 

Pensare ad attività non per la loro essenza ma nel ritmo che danno.  

Il ritmo non è mai rigido. Avviene, poi c’è pausa e poi torna come la musica.  Questo deve guidarci in tutte le attività sia quelle con i bambini che le nostre.  

Possiamo dire che il momento della inspirazione è configurabile come attività e quello della espirazione come riposo. 

Ritmo, ritmo, ritmo.  Uno degli obiettivi della educazione e della salute di adulti e bambini è creare ritmo. Si trovano sempre più ricerche sulla importanza di questo discorso.    

I ritmi devono fluire non ci deve essere rigidità, perché non possiamo avere la stessa giornata a luglio ed a novembre.

La vita accade, il ritmo deve fare da filo conduttore ma mai essere rigidità. Non possiamo programmare tutto. Occorre flessibilità. Guardiamo la musica. Essa ha ritmo, è ritmo ma non è mai la stessa sennò diventerebbe ossessione. In un brano musicale riconosciamo il ritmo ma questo non vuol dire che non sia condita di svariati colori melodici, armonici, lirici. Un brano mantiene il suo ritmo mentre sopra si alterna un gioco meraviglioso di strumenti e voce. Questa è l’immagine che dobbiamo avere. Un ritmo di fondo sano, una musica che vive…la vita. 

Se una buona respirazione è ancorata i bambini si sostengono benissimo anche in caso di cambiamento di ritmo, è come quando si passa da un brano all’altro.  

Nella respirazione che è ritmo, portiamo il mondo fuori dentro di noi, portiamo persone, cose, situazioni, ambiente ma dobbiamo imparare, dobbiamo essere in grado di accogliere e restituire fuori.

Facendo questo nasce un legame sano tra noi ed il mondo. Ciò che entra del mondo in noi, lo trasformiamo per farlo nostro ma deve tonare al mondo trasformato da noi. Questo è molto importante. 

Portare dentro, nutrirci, trasformare, restituire. In fondo ciò che accade con la respirazione, con la nutrizione, con la cultura. 

Dobbiamo imparare ad essere coscienti di cosa e di quanto portiamo dentro. Non possiamo portate dentro tutto o troppo. 

Per esempio, film, trasmissioni, notizie, giochi, pubblicità, cibi, divertimenti, spesso questi impulsi sono troppo invasivi. 

Cosa accade al nostro corpo quando siamo invasi da tutti questi iper stimoli? Il primo a risentirne è il sangue, la circolazione. Dobbiamo fare qualcosa. Noi adulti per noi e noi adulti per i bambini. 

Noi abbiamo una coscienza che filtra (in teoria), chiude, ma i bambini non hanno alcun filtro e se ricevono troppo senza filtri sicuramente si generano delle conseguenze 

Un primo processo di malattia ha inizio in situazioni come queste. Le malattie non iniziano quando vediamo i sintomi. La malattia è un processo. 

Se il corpo fisico deve avere a che fare con delle dosi eccessive di stimoli dei sensi come rumore, vista, odori, tatto, gusto, accadrà sicuramente qualcosa. 

Accade che questa overdose inizia un processo di invecchiamento del corpo. 

Questa è una cosa molto shoccante. Dobbiamo sapere che il troppo accelera il processo di invecchiamento.  

Se ci sono troppi stimoli è come essere in una continua inspirazione. Assumiamo continuamente senza mai espirare.

Le ricerche dicono che questo voler assumere sempre di più è legato ad un vuoto emotivo. 

Assumiamo, consumiamo, prendiamo dentro sempre di più e così tanto per riempire incolmabili vuoti emotivi.  

Consumare in questo senso è una sorta di accettazione inconscia di fronte ad un mondo che offre continuamente e di fronte al quale non siamo in grado di portare, esercitare alcun discernimento.  

Prendiamo senza alcuna creatività dell’IO umano. 

L’IO deve poter dire “scelgo questo e quest’alto no”. Lo sappiamo fare? Ai tempi di oggi potremmo identificare la nostra presenza in vita con la frase “compro dunque sono”. Identificarsi con ciò che si consuma. 

Il Calore. 

Non possiamo parlare del processo del calore se non comprendiamo che esso viene dal processo della respirazione. 

Dobbiamo differenziare il senso del calore dal processo vitale del calore o termo regolazione.

Calore è un sostantivo ma il senso calore è un senso di percezione. Ci permette di percepire il calore del corpo o di ciò che c’è intorno a noi

Il processo vitale del calore è una sorta di equilibrio tra la mia temperatura corporea e quella dell’ambiente.  

Cosa disse Steiner del calore? Disse che non si può fare un lavoro spirituale al di sotto dei 22 gradi. Quando si ha freddo è necessario scaldare l’ambiente. Altrimenti il corpo che deve fare il lavoro di scaldare sé stesso non può fare un lavoro spirituale. 

I bambini che hanno mani e piedi freddi hanno difficoltà ad entusiasmarsi e ad interessarsi alle cose. Piedi freddi, l’interesse e l’entusiasmo non vanno d’accordo. Il gesto dell’anima che chiamiamo empatia ha a che fare con il processo vitale del calore. 

Tre cose allora hanno a che fare col senso del calore

  1. Interesse 
  2. Entusiasmo 
  3. Empatia 

Se processo vitale di termoregolazione è ben stabilito nel corpo fisico si apre la possibilità di porvare empatia, interesse, entusiasmo 

Calore e respirazione sono collegati. Ma lo vedremo più avanti.