Il rene, la dualità dell’ostacolo e le montagne russe dell’anima

Articolo di Christina Russo

“Sostenere il rene, significa alleviare il lavoro del sistema neuro sensoriale alla periferia del corpo, sia della pelle, sia delle mucose”.

Sergio Maria Francardo

I reni sono un organo doppio (l’unico nella regione addominale), ubicato sotto il diaframma e sono l’organo che rappresenta il corpo astrale nel corpo. La funzione fisiologica del rene è quella di secernere urina, quella spirituale è di irradiare la Luce verso la parte superiore del corpo.
A parte tutte le considerazioni che a breve faremo, è la stessa embriologia che ci mostra le caratteristiche di “movimento” del rene, caratteristiche che sono le stesse dell’aria e della polarità luce-tenebra. Vediamo in embriologia che il primo abbozzo del rene compare nella IV settimana ed origina nella regione del collo per poi SCOMPARIRE e RIAPPARIRE alla V settimana all’altezza delle vertebre toraciche ed ancora nella VII settimana scendere nella regione lombo sacrale per ascenderete in fine nella posizione che occuperanno definitivamente tra le vertebre T1-L3 (toracico lombari).

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Possiamo avere ulteriore conferma che l’organo rene origini da una “migrazione” dall’alto e non faccia parte degli organi metabolici, terrestri, dal fatto che esso è solo ricoperto e non avvolto dal peritoneo come per gli altri organi addominali.

Rudolf Steiner ci dice che il rene regola l’elemento aria nell’organismo. Il che significa, tradotto in linguaggio antroposofico, che il rene “regola o viene sopraffatto” dal corpo astrale.
Il su e giù è caratteristico dell’elemento aria in cui agisce l’astrale, ciò si vede nel salire e scendere delle correnti atmosferiche e del respiro.
Lo stesso troviamo anche nella sfera del sentimento dove si è tra due polarità: attrazione-repulsione.
Il rene ha proprio questa facoltà di temperare, cioè trovare la conciliazione tra forze opposte, regolare l’umore.
Uno shock grave può portare ad un’insufficienza renale acuta.

Il rene è un ponte di coscienza che si srotola attraverso il PROCESSO della SECREZIONE. Il rene continuamente filtra – vaglia – discerne – rielabora – riassorbe – secerne le sostanze che trae dal sangue. Individualizza cioè secondo il suo vaglio, ciò che viene da fuori.  
Potremmo dire che umanizzando la sostanza che viene introdotta da fuori nutre il sangue (e cioè l’iO) e poi produce luce ovvero forze di Coscienza. L’umanizzazione della sostanza esterna, che sia un alimento o una attività di studio, è una produzione di luce, ovvero di Coscienza.
La elevazione degli stati di Coscienza è da ogni tradizione spirituale indicata come “Illuminazione“, Buddha significa “illuminato”, ma anche lo stadio precedente, quello della “chiaroveggenza” ha a che fare con la luce. Questa è la “luce” a cui aspira il rene, diciamo aspira perché è lo stesso Steiner a parlarci a proposito del rene di una “luce fredda”, ed il rene aspira a scaldarla…

La dualità e la ricerca dell’uno

La sua morfologia di organo doppio, il legame con la luce e la tenebra nel processo di discernimento, ci portano dritti dritti ad un’altra delle sue caratteristiche peculiari: la dualità.
Ma anche ciò che caratterizza la vita dell’anima è la sua estrema volubilità o dualità, che possiamo vedere all’opera in quello che potremmo chiamare il gesto archetipico di attrazione-repulsione dell’anima, ove l’anima non governata dall’Io oscilla in perpetuo tra queste due polarità opposte. Potremmo dire con una immagine più comprensibile che la dualità è, la caratteristica di poter anche “passare dal settimo cielo alla più profonda depressione o sconforto” nel giro di un attimo.
Questo significa che, come per l’anima, il rene se non c’è controllo da parte dell’IO, è esposto all’azione delle montagne russe della luce e della tenebra, che potremmo chiamare Lucifero ed Arimane.
A conferma della sua inesorabile dualità che si dovrà equilibrare con il nostro IO (cuore), abbiamo un canale centrale che mette in relazione i due organi e conduce il prodotto della loro sintesi alla vescica, posizionata centralmente rispetto ad essi.
Si evidenzia quindi molto bene una struttura trinitaria, ove l’equilibrio viene dato proprio dall’elemento centrale.
Interessante il colore dell’urina: giallo oro. Luce calda. Come se, dalla freddezza di una luce fredda, quella di Lucifero e dalla freddezza della tenebra della materia-mineralità che il rene elabora, quella di Arimane, il rene fosse in grado di secernere un prodotto che seppur di “scarto”, è un prodotto che si è “scaldato” perché il rene ha fatto un lavoro di grande vaglio, pulizia e discernimento degli impulsi che ha dovuto vagliare.
Il lavoro vero e proprio di Spiritualizzazione della materia, lo farà poi il Cuore ma nel frattempo il rene, dopo aver umanizzato la materia, è pronto a fornire al Cuore un sangue, e dunque un veicolo dell’IO, molto più “semplice” da spiritualizzare.

La correlazione Rene-Orecchie

Basta osservare entrambi gli organi per rendersi conto della sorprendente somiglianza morfologica ed in questa osservazione possiamo vedere come essi non solo siano sostanzialmente identici in quanto a forma, ma entrambi siano un organo esterno collegato ad un tronco centrale che è il capo; riconiamo come anche il rene non fa parte degli organi addominali in quanto ricoperto e non avvolto dal peritoneo.
Se poi osserviamo a livello anatomico, l’orecchio è in relazione con la faringe attraverso la Tuba di Eustachio, mentre il rene e i bacinetti renali sono collegati con vescica attraverso gli ureteri.
Malformazioni auricolari sono spesso collegate a malformazioni renali e anche nella medicina cinese un padiglione auricolare molle significa poca energia nei meridiani dei reni.

Le orecchie nella loro funzione di ascolto se venissero lasciate a loro stesse e non vi fosse un direttore di orchestra a codificare la percezione dei suoni che avviene tramite loro, sarebbero solo generatrici di caos. Ecco che anche qui torna il senso psichico della dualità insita nella doppiezza d’organo ed a breve vedremo anche nella fisiologia.

Steiner collega l’organo rene ai pazienti adenoidi ed asmatici. Perché?
Perché in entrambi i casi, c’è una difficoltà con l’aria. Nel primo caso la difficoltà è nella espirazione della stessa, nel secondo, nella inspirazione. Nel caso di adenoidi Steiner faceva applicare un impacco di estratto di Berberis Vulgaris (crespino) a livello pelvico, sulla vescica e non sul collo. Questo ci fa aprire lo sguardo al fatto che nel corpo esiste una totale relazione tra tutte le sue parti, relazione anche riflessa (medicina cinese, riflessologia…).
Il bambino asmatico “accoglie troppa aria” e non riesce a lasciar uscire quella fonologicamente corretta. Con questa sua difficoltà a respirare, l’azione del mondo esterno viene SUBITA e l’anima rimane imprigionata nella corporeità.
L’asma, che si manifesta a livello dei polmoni, ha le sue radici nel rene, cioè dove avviene la regolazione dell’organismo aereo. Vive in una sensazione di imprigionamento.

L’elemento acqua

Il rene, come contrariamente si pensa, non ha come elemento l’acqua. Il rene la espelle l’acqua, quindi ha con essa un rapporto negativo ed un rapporto dunque con l’elemento liquido di eliminazione.
Infatti il rene non determina una fluidificazione, ma un prosciugamento dei liquidi, ed il prosciugamento di una superficie bagnata sappiamo bene che è una funzione dell’aria. I panni sia asciugano grazie al prosciugamento dei liquidi ad opera dell’aria.
E per questo il sintomo della mancanza d’aria è peculiare del rene. Nelle forme di insufficienza renale, uno dei sintomi è proprio l’alterazione del respiro.

Il gesto di movimento del rene

La mobilità del rene, come caratteristica astrale, torna ancora a farsi vedere nel suo seguire i movimenti del diaframma essendo fissato in maniera molto lassa.
Ma la mobilità intrinseca all’ elemento rene la vediamo anche nel gesto del nefrone (prolungamento tubulare del glomerulo renale) che ha un doppio decorso convoluto intorno al glomerulo. Un percorso alternato, su è giù, tra linea curva e dritta; questo continuo ondeggiare, è tipicamente un gesto astrale.
E la vediamo anche nella fisiologia tra la forma curva della corticale renale e la forma dritta della midollare, che sono delle polarità e sono polarità dell’organo rene ma anche la polarità della figura umana, il contrasto fra capo e membra.

Connessione spirito materia

Ogni parte del corpo è collegata con il Cielo e con la Terra 
La caratteristica astrale del rene, di questo suo ondeggiare tra due tendenze opposte, si manifesta prima a livello embrionale, poi a livello morfologico e poi nella fisiologia.
Infatti il rene produce 170 litri di urina, ma ne espelle solo un litro e mezzo; e la composizione ugualmente si muove tra due poli opposti: la preurina è molto diluita, ma l’urina è molto concentrata.particolare la paura, perché la vescica si riempie più in fretta.

Il bimbo adenoideo ha problemi di inspirazione e l’anima non riesce ad incarnarsi a sufficienza perché si lega poco al corpo, e anche nella fisionomia si vede la tendenza a rimanere “al di fuori”: tiene la bocca aperta, con le orecchie a sventola e gli occhi sporgenti. Addirittura si può notare l’assenza della piega naso labiale che è un indice che il corpo astrale non segna il corpo fisico.

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In Oriente, con i loro canali energetici, i reni fanno parte di un sistema molto importante per tutto il corpo.

Essi, secondo questi guaritori, sono il deposito dell’energia pura che, se è insufficiente, porta a irritabilità, alterata visione, sudorazione notturna.

La Medicina Tradizionale Cinese professa un coinvolgimento dei meridiani dei reni in diverse caratteristiche quali la determinazione, la volontà, la pazienza, l’attività intellettuale e sessuale, il potere personale.

Il Chakra coinvolto è il primo: Muladhara.

Fondamentale è bere molta acqua durante il giorno per aiutare i nostri reni a mantenersi sani e attivi, eliminando efficacemente le scorie fisiche, ma anche emotive ed energetiche.

Facendo un collegamento tra microcosmo e macrocosmo, è chiara una profonda connessione tra lo spirito e la materia.