Il Processo Vitale della Respirazione in relazione alla percezione

Il Processo Vitale della Respirazione in relazione alla percezione 

Esistono bambini (ed anche adulti) che hanno un “rallentamento, una inibizione, un intoppo nella funzione della respirazione.
Questa premessa è già da sola un fattore di squilibrio di tutti i restanti Processi Vitali. 

Una buona respirazione determina una buona possibilità del mondo psichico di essere libero, ampio, accogliente. E dunque le immagini che albergheranno nella psiche saranno altrettanto di ampio respiro, dialoganti, accoglienti, propositive, fluide, armoniche, danzanti come il “gioco di Lila”. 
Vivranno in uno spazio che si può dilatare e contrarsi in maniera ritmica ed armoniosa. 
Se pensiamo ai bambini fino a circa i 12 anni, sappiamo che il loro sistema ritmico non è ancora stabilizzato. Ciò significa che la loro possibilità di “lavorare le percezioni” sia altrettanto instabile. Questo SI DEVE SAPERE quando si interagisce con bambini e ragazzi.
Per la sana metabolizzazione della percezione e dunque rappresentazione e concetto, un buon Processo di Respirazione si inserisce e lavora come una sana boccata d’aria che viene ben inspirata e ben espirata. 
Tanto più armonica è questa esperienza tanto più l’Io ha sotto la sua “regia” un panorama ampio per le sue vedute. 
Steiner nel Corso di Pedagogia Curativa ci fa ben capire cosa si intende con quanto sinora detto, facendoci l’esempio del bambino adenoideo e di quello asmatico.
Il bambino adenoideo ha un grande disturbo nella INTRODUZIONE dell’ARIA. 
Questo fa si che le immagini di questo bambino non riescano ad “entrare in lui”. Il mondo astrale, rimane fuori. In lui le immagini si pospongono più che altro in un “ambiente acqueo” e non arioso. Questa nebulosità della respirazione si riflette nella “nebulosità” delle immagini del bambino e dunque nei processi di apprendimento. 

Nel bambino asmatico invece (prevalentemente) l’aria ha difficoltà ad essere espulsa e dunque le immagini sono più permanenti, già stabili e fanno fatica a cambiare. 

Questi due piccoli esempi alla luce di quanto detto, già ci danno una prima misura di quanto delicato sia il processo di formazione delle immagini ( e dunque del processo di apprendimento) e di come l’ignoranza di certe dinamiche possa provocare enormi danni e nessuna utilità ai bambini con cui interagiamo.

Un buon Processo Vitale della Respirazione ci permette poi di capire “cosa o chi” sta entrando in noi. Riconoscerlo.
Facile da capire cosa si intende se pensiamo ad una cristallina aria di montagna o di mare, o quella di una discarica. Se il nostro Processo della Respirazione funziona bene riconosceremo in un attimo la differenza di salubrità.  
La Respirazione dunque non solo ci permette la sopravvivenza ma ci mette in contatto con l’ambiente esterno e le sue caratteristiche. Ci permette di RICONOSCERLO. Pensiamo all’orrore delle mascherine per tutti ma soprattutto per bambini e ragazzi.

Se io richiamo a me l’immagine che custodisco all’interno di me un “martello” o di un “cuscino” sarà ben diversa la sensazione che proverò. Questa differenza di sensazione è legata a come lavora il proprio Processo di Respirazione perché esattamente come accade quando “sentiamo l’odore del mare o quello della discarica” “sentiamo” ciò che ci rimanda indietro l’immagine evocata. Il Processo della respirazione ci fa dunque sentire l’aria e ci fa “sentire” i movimenti interiori rispetto ad una immagine evocata.