Citazioni

Non appena si accorge degli oggetti attorno a lui, l’uomo li considera in relazione a sé stesso; e con ragione, poiché tutto il suo destino dipende dal fatto che essi gli piacciano o no, lo attraggano o lo respingano, gli giovino o gli nuocciano. Questo modo del tutto naturale di guardare e giudicare le cose sembra essere altrettanto facile quanto necessario; eppure, espone l’uomo a mille errori che spesso lo umiliano e gli amareggiano la vita.
Un compito ben più difficile si assumono quelli che, mossi da un vivace impulso di conoscenza, aspirano ad osservare gli oggetti della natura in sé e nei loro reciproci rapporti, perché ben presto lamenteranno la mancanza della norma che è loro di aiuto quando, come uomini, osservano le cose in relazione a sé stessi.
Manca loro la norma del piacere e dispiacere, dell’attrazione e repulsione, dell’utile e dannoso.
A tutto ciò devono interamente rinunciare, quali esseri indifferenti e per così dire divini, devono cercare e investigare quel che è e non quel che piace.
Così, né la bellezza né l’utilità delle piante devono commuovere il vero botanico; egli ha da investigare la loro struttura, il loro rapporto con il restante regno vegetale; come il sole le ha fatte spuntare e le illumina tutte, così egli deve guardare e abbracciare tutte con sguardo equanime e tranquillo, traendo la norma delle sue cognizioni, i dati del suo giudizio, non da se stesso, ma dalla cerchia delle cose osservate”. 

J.W.Goethe