L’Io e le metamorfosi della volontà

Dice Rudolf Steiner che l’IO è volontà.

L’IO non è qualcosa ma diviene, è un processo
L’IO è dunque volontà ed il suo correlato è il calore.
Ed il pensiero è lo strumento che riflette (come uno specchio) quella volontà.
Dunque IL PENSIERO riflette il nostro IO

Se vogliamo cercare noi stessi, possiamo trovarci nella volontà che è quella forza che ci muove a fare.
Quando viene meno l’Io di una persona (la depressione ne è una manifestazione estrema), ciò che in primo luogo viene meno è la sua volontà. La forza che sostiene l’azione. Per ritrovare l’Io la cura allora diviene l’agire.
Passeggiare, dipingere, cucinare, cucire, suonare, fare insomma…, perché nel fare riafferreremo noi stessi. Certo non è sufficiente, ma è un buon inizio.

Rudolf Steiner a proposito della volontà

Abbiamo detto che l’io “non è” ma “diviene”, questo ci dice che elemento fondamentale affinché’ l’io divenga è il Tempo.
L’io si manifesta e diviene nel Tempo. 
Se l’io è volontà ed essa si dispiega nel tempo possiamo osservare che il dispiegamento dell’io e dunque della volontà nel tempo si manifesta, si metamorfosa nei 4 corpi costitutivi:
nel corpo fisico, nell’eterico, nell’astrale ed infine nel corpo dell’io.
Eccolo il dispiegamento nel tempo.

La volontà nel piano fisico

Steiner dice che quando la volontà si manifesta nel piano fisico, si presenta come ISTINTO
L’istinto caratterizza tutti gli animali. Esso è la volontà di auto affermazione, volontà di auto conservazione. Esso è totalmente inconscio, seppellito nel corpo e non subisce alcuna variabilità. 
È legato al vivente, alla generalità dei viventi e non ha specificità. È cosi per tutto il vivente. Un istinto di conservazione non fa differenze tra specie. C’è, punto. 

La volontà nel piano eterico

Steiner ci dice che quando la volontà si compie la successiva metamorfosi manifestandosi nel corpo eterico, quel corpo grazie al quale il corpo fisico mantiene la sua forma e la sua vita, essa si presenta come IMPULSI o INCLINAZIONI. 

In questo caso gli impulsi sono diversi da specie a specie. L’impulso di difesa di una gazzella sarà scappare, quello del leone sarà aggredire. Molto diverso dall’istinto di sopravvivenza in generale. 

La volontà nel piano astrale

Quando poi la volontà si manifesta nel corpo astrale, si manifesta come DESIDERIO.
Per corpo astrale intendiamo quello inferiore cioè l’Anima senziente più che l’anima cosciente e razionale.
L’Anima Senziente è tutto ciò che in noi ha a che fare con la sensazione, la percezione ed il “Sentimento di Sensazione” (Max Scheler cioè ciò che noi sentiamo in relazione alla percezione; semplificando possiamo dire simpatie ed antipatie. 
Il desiderio non è inconscio come istinto ed impulso. Il desiderio è cosciente. Nel percepire ciò che suscita attrazione o repulsione, ci muoveremo di conseguenza. 
La simpatia o antipatia è volubile e quindi il desiderio è volubile.
Non sempre abbiamo desiderio di mangiare un gelato, dipende da moltissimi fattori. Dunque il desiderio è volubile ed è legato alla coscienza al contrario dell’istinto, dell’impulso e della inclinazione che sono inconsci e non volubili. Il desiderio è legato alla percezione ed a ciò che suscita un sentimento di simpatia o attrazione
Esso necessita di una separazione tra noi ed il mondo, nasce dal percepire una mancanza di qualcosa che sta nel mondo e che si vuole colmare. 
Dunque, dopo aver realizzato che qualcosa ci manca, nasce il desiderio,

Dunque, dopo aver realizzato che qualcosa ci manca, nasce il desiderio,

La volontà nel piano dell’IO

Rudolf Steiner chiama Io sostanzialmente l’Anima Razionale e l’Anima cosciente.
L’Io è il centro della vita animica cosciente.
L’Io è capace di pensare e di dare un orientamento alla volontà del piano del desiderio.
L’Io può accogliere o respingere un desiderio. La struttura egoica di un bambino è realizzata quando sa dire a se stesso: prima di fare questa cosa che desidero, faccio quest’altra (che non desidero)
L’Io dunque è capace di dare un MOTIVO alle sue azioni. Cioè è capace di orientare la volontà sulla base di una rappresentazione.
L’Io compie azioni finalizzate, sulla base di rappresentazioni che offrono un motivo. La scelta del motivo dovrebbe essere libera ma è “relativamente libera”. Tanto più la scelta non si fonda su istinto, inclinazioni, desideri, condizionamenti etc, tanto più l’uomo è libero. 
Quando il motivo delle nostre azioni lo stabiliamo noi e non è condizionato da fuori (altri o istinti, o carattere o inclinazioni etc) tanto più siamo liberi.

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