il Processo di apprendimento 1

Tutto il lavoro del processo di apprendimento avviene in quello spazio psichico dove abbiamo la capacità di generare immagini. 
Dr. Remigio Cenzato 

La via Immaginativa

Perché può accadere che tra due bambini di 7-8 anni, uno dei due possa non saper rispondere alla domanda “quanta frutta abbiamo se nel piatto ci sono due mele e due arance“? Perché uno dei due non riesce a farsi una immagine, non ha la capacità di farsi una immagine delle due mele e delle due arance? Questa capacità si chiama , “potenza immaginativa” umana.
La potenza immaginativa umana, è la base ove si snoda il cardine dell’apprendimento e di tutti i “disturbi dell’apprendimento” (BES, DSA…). 

Il lavoro che avviene nel processo dell’apprendimento avviene infatti nel piano interiore, in quello spazio che chiamiamo SPAZIO PSICHICO dove risiede la capacità di GENERARE IMMAGINI.
Il mondo immaginativo che si genera in questo spazio psichico è un mondo che ha una vita e questa vita ha una organizzazione.
Un bambino che in epoca scolare ci viene incontro con un piano di vita interiore ed un relativo mondo immaginativo peculiare, quasi sempre ha trascorso un primo settennio di vita con delle caratterizzazioni particolari della propria fisiologia.  

Perché tutto il mondo psichico, i suoi contenuti, la sua organizzazione ed il suo orientamento dipendono da quanto è avvenuto fisiologicamente nel primo settennio. 

La prova di questo è che È CHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA PEDAGOGIA CURATIVA, ci troviamo a proporre nel secondo ed anche nel terzo settennio, UNA SERIE DI ATTIVITÀ CHE VANNO A RIPRENDERE ESPERIENZE FONDAMENTALI CHE IL BAMBINO HA NEL SUO PROCESSO DI INCORPORAZIONE NEL PRIMO SETTENNIO.
Questo lavoro ha esattamente LA FUNZIONE DI RIORGANIZZARE LA SFERA PSICHICA E LA CAPACITÀ IMMAGINATIVA del bambino/ragazzo, resa alterata per qualche ragione legata al PROCESSO DI INCORPORAMENTO AVVENUTO nel primo settennio IN MANIERA non ARMONICA

Per questa ragione è necessario andare a lavorare sui 4 sensi basali e sui 7 processi vitali come elementi di ri-strutturazione del mondo psichico, cioè di quel luogo dove depositiamo gli stimoli esterni e dove si sviluppa la capacità immaginativa; cercando in tal modo di far ri-sorgere quelle qualità che renderanno l’individuo progressivamente autonomo, negli apprendimenti. Qualità che diventeranno fondamentali negli studi e relativi apprendimenti (scolastici e non) dell’età adulta.

Il bambino che presenta delle difficoltà di apprendimento – BES, DSA… – si trova in uno stato di coscienza peculiare responsabile delle sue difficoltà. Per aiutarlo riarmonizzarlo, ci si deve “allenare” a scorgere gli “Stati di Coscienza”.
Non è una ricetta e tantomeno un metodo, ma è un lavoro su noi stessi che viene da lontano nella nostra biografia e che ci consente di affinare la nostra capacità osservativa. Questa attitudine, naturale o auto-educata, ci permetterà di ricevere da lui informazioni preziose che ci diranno:
come rappresenta,
come pensa,
come organizza il suo mondo,
come si orienta al suo interno,
la tempistica della creazione delle immagini,
la tempistica di sostituzione delle immagini,
la staticità o evanescenza delle immagini.

La generazione delle Immagini. Risveglio, Coscienza, Consapevolezza

Nella generazione di immagini nel mondo interiore possiamo osservare tre fasi. Risveglio, Coscienza, Consapevolezza.

RISVEGLIO
Se ci troviamo in una assemblea con un gruppo di persone possiamo sicuramente osservare che tutte sono sveglie. Ma essere svegli, non vuol dire né essere coscienti, né consapevoli, né presenti a se stessi.
Infatti in questa assemblea, non tutti i partecipanti saranno “sul pezzo” cioè pienamente coscienti delle tematiche trattate. A diversi livelli saranno distratti dai fatti loro e solo una piccola parte avrà la piena consapevolezza dei temi trattati essendo presente alla situazione ed a se stesso.
Questo vale anche con i bambini e questo è l’ambito ove si muove la cura.

COSCIENZA
Per arrivare ad uno stato di Coscienza delle cose, possiamo affermare senza ombra di dubbio che dobbiamo essercene fatti precedentemente una Immagine, sia che si tratti di oggetti sia che si tratti di situazioni.
Non esiste Coscienza senza Immagine.
Se in quella assemblea parliamo di una “mucca”, gli interlocutori diventeranno coscienti della mucca e seguiranno il nostro discorso perché dentro di loro ne sarà sorta una immagine.
Così se parliamo a delle persone di un tema di attualità, o di cultura, o di sport, ne potranno avere coscienza e eseguirci solo quelle persone che di tali tematiche abbiano o si siano fatte a loro volta una immagine interna precedente. Che poi possa non accadere, è un altro paio di maniche. Ma conditio sine qua non è certamente che i nostri interlocutori possano farsi le immagini di ciò che menzioniamo nei nostri discorsi.

Facciamo dunque un passo indietro. Da cosa dipende la formazione delle immagini? Da dove sorgono?

Le immagini sorgono dall’incontro di due afferenze:
la percezione, visiva/uditiva, che chiamiamo via dei sensi
l’esperienza, che chiamiamo via somatica.

Un bambino, una persona, può farsi una immagine interna di un oggetto, per esempio la mucca, solo grazie alla confluenza di due mondi. La Percezione e la Somatizzazioe.
Se alla percezione, cioè all’incontro di alcuni sensi, non segue una esperienza di altri sensi del corpo cioè somatica, ed il senso del tatto in questa esperienza riveste un ruolo di primaria importanza, non sarà possibile averne una immagine interna completa. Possiamo pensare ad un cibo, un oggetto, un tessuto, un materiale; dopo la percezione visiva, ne occorre una somatica, di gusto, di olfatto o di tatto nella bocca.
Quando questi due mondi si sono uniti ed il bambino ha sperimentato il nuovo oggetto in percezione ed in esperienza, ne avrà coscienza, Potremmo dire che è come se il bambino se ne fosse Nutrito (processo vitale), e da quel momento in poi la percezione fa parte di lui e potrebbe anche non volerne più fare esperienza.

CONSAPEVOLEZZA
Per arrivare alla Consapevolezza occorre un ulteriore passo che giunge essendo presenti alla situazione ed a se stessi. Lo vedremo più avanti.

Ma chi è che detiene la Coscienza? Dove sta?

“La Coscienza è la funzione o attività che mantiene il rapporto dei contenuti psichici con l’IO”

C.G.Jung

Abbiamo detto che non c’è coscienza senza immagine.
L’immagine risiede nel mondo, luogo, regione dei contenuti psichici. Ma questo non è sufficiente ad averne coscienza.
Chi è che de-tiene la coscienza di quella immagine? Esiste qualcosa, qualcuno, che sa di possedere quella immagine e possa tirarla fuori per volontà o necessità richiesta di qualcun altro (IO)?
La detiene un “qualcosa o qualcuno” che in quello spazio psichico ove è stoccata l’immagine può “contrapporsi”, essere in una forma di alterità rispetto all’immagine e dire “tu, mucca, sei qui ma non sei me“.
Cioè a dire che l’immagine che ci siamo fatti e che abbiamo stoccato nello spazio psichico ci da la possibilità di un rispecchiamento e questo rispecchiamento ci permette di renderci conto che noi non siamo quella cosa (mucca). Quando quindi nominiamo una cosa, per esempio sedia o bottiglia o mucca, contemporaneamente ci rendiamo conto che noi non siamo quella cosa.
E chi è che fa questo discernimento, chi è che può mettersi in questa posizione di alterità rispetto all’immagine e dire tu sei tu e non sei me?
Il Sé. 

Vi è dunque l’IO che percepisce ed impatta col mondo, riceve un impatto con il soma e se né crea l’immagine nello Spazio Psichico o Psiche. Sarà poi il Sé a tenere le redini di questo spazio.
Il Sé è il signore della Psiche o Spazio Psichico.
La coscienza quindi non è sovrapponibile alla psiche.
La psiche è un mare, il Sé è chi osserva e conosce le dimensioni e le caratteristiche di quel mare.
La psiche è immensa, in essa ci sono TUTTI IN CONTENUTI ed ovviamente non sono collegati tutti con l’IO.
Quando è necessario avere consapevolezza di un contenuto presente nel mare della Psiche, deve avvenire un collegamento tra il Sé che detiene la coscienza dei contenuti della Psiche o spazio Psichico con l’IO. Così nasce la Consapevolezza di un contenuto che risiedeva nel Spazio Psichico sottoposto al Sé.
La Consapevolezza permette così all’individuo di collocarsi tra gli eventi con un ordine di senso.
C’é il mare della psiche, c’è il Sé che ne è il signore. Quando L’Io porta a se stesso un contenuto in forma di immagine risiedente nello Spazio Psichico retto dal Sé, nasce la CONSAPEVOLEZZA.

Dove l’IO immette le sue forze e conduce le prese di coscienza dal mare della psiche, li abbiamo CONSAPEVOLEZZA.

Il Sé è il soggetto della psiche.
L’IO è il soggetto della coscienza.

il Processo di apprendimento 2

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