Il terrore del mondo dello Spirito

“Il mondo spirituale, prima che l’anima lo abbia riconosciuto, è per essa qualcosa di affatto estraneo, qualcosa che nelle sue proprietà non ha niente di ciò che l’anima possa imparare a conoscere per mezzo delle sue esperienze nel mondo sensibile.
Ne segue che l’anima potrebbe trovarsi di fronte a questo mondo spirituale e vedere in esso un «nulla» assoluto.
L’anima potrebbe sentirsi come di fronte ad un abisso infinito, vuoto, deserto.
Un sentimento siffatto esiste ora effettivamente nelle profondità dapprima incoscienti dell’anima. L’anima ha questo sentimento, che è affine all’orrore, alla paura, e vive in esso senza esserne consapevole.
Per la vita dell’anima, ha valore determinante non soltanto ciò di cui essa è consapevole, ma anche ciò che, a sua insaputa, esiste effettivamente in lei. Orbene, quando l’anima cerca nell’ambito del suo pensare degli «argomenti di confutazione», delle «prove» contro il mondo spirituale, ciò non succede perché questi «argomenti» siano per valore proprio stringenti, ma perché l’anima cerca una specie di anestetico contro il sentimento su descritto. Non si arriva già a negare il mondo spirituale o la possibilità delle sue conoscenze perché se ne può «dimostrare» la «non esistenza», ma perché si vuol riempire l’anima di pensieri che, ingannandoci, ci distolgano dal «terrore del mondo dello Spirito»”.

Rudolf Steiner – La soglia del mondo spirituale

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