La finalità dell’anima

Pensi, credi, senti…

Come vedi si parla di te. 

Se ‘è bello potersi esprimere sentendosi rispettati ed accolti’, allora fallo in primis verso gli altri, senza dunque giudicare le loro modalità con tue categorie. 

Parli sempre di ‘tuoi’ bisogni. 

Di cosa ‘tu’ vorresti dagli altri. 

Questa è la tua anima che parla, o psiche o ego, chiamala come vuoi.
Ma non lo Spirito o IO.  

lo Spirito non si nutre di questo. 

Fino a che sarai nello spazio di ‘raga e dvesa’ cioè delle attrazioni e delle repulsioni sarai nel campo dell’ego e ti aspetterai qualcosa dagli altri. 

E li incolperai se stai male o sarai grato se ti sentirai bene, ma quanto dureranno queste ‘sensazioni’ di piacere o dolore?

Fino a che la prossima sensazione di piacere o dolore non verrà a sostituirle. 

E via di nuovo i vortici della tua mente ti risucchieranno ancora ed ancora contro qualcosa o qualcuno o verso qualcosa o qualcuno. 
In una montagna russa senza fine. 

I maestri sono gli altri, tutti. 

I maestri sono la vita. Tutta. 

In ogni suo aspetto, anche quelli che consideriamo brutti. 

Male e bene sono categorie dell’anima non dello spirito. 

Se cerchi maestri, accogli la lezione che ti porta la vita in ogni istante. 

C’è da accogliere da tutto e poi generare in se stessi. 

Così si silenzia pian piano l’anima che torna ad essere a servizio dello Spirito. 

Che dovrebbe essere la sua unica finalità.

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