Individualità e personalità

Oggi si scambiano facilmente i concetti di individualità e personalità. L’individualità è l’eterno che va da un’incarnazione all’altra
La 
personalità è quello che l’uomo sviluppa in una vita terrena
Se vogliamo studiare l’individualità dobbiamo guardare al fondo dell’anima umana, se vogliamo studiare la personalità, dobbiamo guardare al modo in cui si estrinseca il nocciolo dell’essere. 
Il nocciolo dell’essere nasce nel 
popolo, nella professione
Tutto questo determina l’
essenza interiore, la personalizza. 
In un uomo che sia ancora ad un livello inferiore dell’evoluzione si potrà notare poco del lavoro compiuto nella sua interiorità. Il 
modo di esprimersi, il tipo di gesti e così via è appunto così come egli li ha ricevuti dal suo popolo
Gli uomini più progrediti sono quelli il cui modo di esprimersi ed i cui gesti derivano dalla propria interiorità. 
Più l’interiorità dell’uomo è capace di lavorare alla propria esteriorità tanto più questo fa evolvere l’uomo. 
Ora si potrebbe dire che così, dunque, 
l’individualità viene ad espressione nella personalità

Colui che ha i suoi propri gesti, la sua propria fisionomia e che ha un carattere particolare anche nel suo stesso modo di agire, anche in relazione all’ambiente circostante, ha una personalità spiccata. 

E ora, con la morte, tutto ciò va perduto per il tempo successivo? 
No, non va perduto. 
Il cristianesimo sa molto bene che non è così. 
Ciò che si intende per 
resurrezione della carne o della personalità non è altro che la conservazione dell’elemento personale in tutte le incarnazioni.
Quel che l’uomo ha conseguito in termini di personalità gli rimane, perché incorporato all’individualità e questa lo porta avanti nelle incarnazioni successive. 
Se abbiamo fatto del nostro corpo qualcosa che ha carattere particolare, questo corpo, questa forza che vi ha lavorato, risorge di nuovo. 
Nella misura in cui abbiamo lavorato su noi stessi tutto quello che abbiamo fatto a partire da noi stessi ci rimane, non va perduto.


(Rudolf Steiner, Berlino, 15 marzo 1906,oggi in OO n.265 Pubblicazioni per la storia e dai contenuti dell’attività di insegnamento esoterico)

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